Venerdì 10.10: museo a cielo aperto, attività al TEIDE e valorizzazione del territorio (parte prima)

Nel cuore di Tenerife, il Parco Nazionale del Teide si trasforma in un’aula senza pareti, un luogo dove la natura stessa diventa maestra di vita. In questo paesaggio vulcanico straordinario, noi docenti abbiamo vissuto un’esperienza formativa immersiva, tra cielo e terra, dedicata all’inclusione, alla consapevolezza e alla crescita personale. Il Teide, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si è rivelato un museo a cielo aperto, in cui ogni roccia, ogni sentiero e ogni silenzio raccontano la storia dell’uomo e della sua relazione con l’ambiente.

Il viaggio educativo è iniziato con un momento di riflessione sull’autoconsapevolezza e sulla comprensione delle realtà di studenti svantaggiati: migranti, rifugiati, richiedenti asilo e persone provenienti da contesti sociali fragili.

Attraverso il viaggio a tappe nel parco esteso la prima attività esperienziale proposta è stata quella di sperimentare in solitudine una parte del parco quasi come ASTRONAUTI  su Marte

usando i sensi, immaginazione, creatività. Il paesaggio del Teide, con la sua maestosità e la sua essenzialità, ci ha offerto lo sfondo perfetto per riflettere sul concetto di “appartenenza” e sul diritto di ciascuno a trovare il proprio posto nel mondo, di ricerca benessere e esplorazione. L’incontro con la natura e con l’altro collega ha stimolato la tolleranza e l’ascolto di sé e dell’altro. Camminare insieme tra le rocce vulcaniche è diventato un gesto simbolico: ognuno con il proprio passo, ma parte di un unico cammino verso una società più inclusiva.

Nel museo naturale e poi anche nel centro museale fisico del Teide, la nostra trainer guida, esperta di antropologia e sociologia, ha proposto una seconda attività non formale, un teatro improvvisato sulla mitologia e la ricerca scientifica funzionale allo spiegare contenuti difficili e condurre lezioni di apprendimento attivo all’aperto, sperimentando esercizi che uniscono osservazione, movimento e riflessione.

Le metodologie attive, integrate con tecniche di educazione non formale, hanno mostrato come l’ambiente possa diventare uno spazio di apprendimento per tutti, in particolare per gli studenti svantaggiati, spesso più ricettivi a stimoli concreti e multisensoriali. Attraverso giochi cooperativi, attività creative e riflessioni condivise, si è costruita un’atmosfera di fiducia e partecipazione. Il contatto diretto con la natura ha favorito la concentrazione e la serenità, ingredienti essenziali per un apprendimento profondo e duraturo. Il Teide, con la sua energia primordiale, ci  ha ispirato un modo alternativo di insegnare, in cui la creatività diventa linguaggio universale per superare barriere culturali e linguistiche. Il Teide non è stato solo una meta, ma un compagno di viaggio educativo e formativo. In questo ambiente noi docenti e formatori abbiamo riscoperto il senso profondo del loro ruolo: accompagnare, accogliere, creare connessioni, un laboratorio di umanità. L’esperienza al Teide diventa così un modello replicabile: un invito a portare l’aula fuori, a trasformare ogni paesaggio in uno spazio di apprendimento, di crescita e di incontro autentico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il blog del progetto Erasmus+ del Cpia 1 Varese
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.