Fuerteventura, così come tutte le isole Canarie, è caratterizzata da spiagge dorate, mare cristallino e paesaggi unici. Madre natura sembra avere avuto un occhio di riguardo per queste isole situate a pochi chilometri dalle coste del Marocco nell’Oceano Atlantico.

Inoltre in questi otto atolli vivono migliaia di specie di piante e animali endemiche, molte delle quali a rischio di estinzione.

Questo ecosistema è messo in pericolo dalla presenza di plastiche e microplastiche riversate e degradate nel mare e nelle spiagge, che possono danneggiare la flora e la fauna locale in vari modi. Ad esempio, le tartarughe scambiano i sacchetti che fluttuano nel mare per delle meduse, di cui sono predatori, e vi rimangono strangolate; quando degradate in dimensioni di pochi millimetri, le plastiche sono assorbite dalle piante acquatiche ed entrano nella catena alimentare, per finire, spesso nei nostri apparati digerenti.

Per rendere gli studenti pienamente consapevoli del problema, la prof.ssa Elba del CEPA di Fuerteventura Norte, li ha guidati in un esperimento in una spiaggia semicittadina di Puerto del Rosario. Armati di secchi e setaccio, i partecipanti hanno scavato circa 3cm di sabbia, riversandola nei contenitori, poi ricoperti d’acqua. Dopo pochi minuti, il liquido è stato filtrato: nel setaccio sono rimasti i residui di bottigliette, tappi, sacchetti, ecc.

L’ultima parte dell’attività è stata dedicata alla discussione sulle possibili soluzioni al problema: il corretto smaltimento dei rifiuti, il riciclo, la riduzione del consumo di plastica; solo una partecipazione attiva delle persone consentirà una vera salvaguardia dell’ambiente!

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