Fuerteventura, finalmente ci siamo! Il vento, il CEPA e un’isola che insegna

Siamo atterrati a Fuerteventura con il vento che ti sposta i pensieri e il sole che ti entra nelle ossa. Prima tappa Erasmus: il CEPA, la scuola per adulti. Qui ci siamo incontrati con altri ragazzi del Portogallo e insieme siamo andati a visitare le pale eoliche.
Giganti bianche che girano lente nel deserto, alte più di 70 metri. Da lontano sembrano ferme, quasi disegnate sull’orizzonte. Ma basta avvicinarsi per sentire il fuuuu costante delle pale che tagliano l’aria: è il suono del vento che diventa energia.
Fuerteventura ne ha più di 100 sparse per l’isola e producono oltre il 30% dell’elettricità. Qui il vento non è un ostacolo, è una risorsa. Lo usano per la luce, per desalinizzare l’acqua del mare, per far vivere un’isola dove non piove quasi mai. Le pale sono ovunque: dietro le dune, sui crinali brulli, sempre in movimento. Sono il simbolo di come si può convivere con la natura senza combatterla.
Fuerteventura vive di vento. E ti insegna che la sostenibilità non è un concetto astratto: è pratica, quotidiana, e fa rumore quando passi.

Primo giorno e già mi sento parte di qualcosa. Il vento di Fuerte non ti spettina solo i capelli: ti cambia la prospettiva

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